Intervista a Yoshifusa Nakazawa, orologiaio del Micro Artist Studio

Intervista a Yoshifusa Nakazawa, orologiaio del Micro Artist Studio

Le cose semplici sono le più difficili
Per creare un bell’orologio, bisogna concentrarsi sui processi di base
Il Micro Artist Studio – Intervista a Yoshifusa Nakazawa, orologiaio

Perché ha deciso di lavorare in Suwa Seikosha Co. (ora Seiko Epson Corporation)?

Sono nato e cresciuto a Suwa, nella prefettura di Nagano, e volevo lavorare nella mia regione. Ho fatto studi di ingegneria meccanica in un istituto tecnico e ho deciso di presentare la mia candidatura per entrare in Suwa Seikosha su consiglio del mio professore.

A quel tempo non mi piaceva molto studiare... Tutto quello che sapevo di Suwa Seikosha, quando ho preso la mia decisione, era che si trattava di una società che produceva probabilmente qualcosa (ride). Una volta assunto, mi hanno fatto salire su un autobus e mi sono chiesto dove mi stessero portando. Alla fine siamo arrivati ​​al dipartimento Orologi del centro di formazione tecnologica, il mio luogo di lavoro. Anche se prima non avevo mai immaginato di fabbricare orologi, il processo di creazione di questo oggetto mi ha subito affascinato.

Ci parli della sua vittoria alle Olimpiadi dei mestieri.

Quando lavoravo presso il centro per la formazione tecnologica, molti dei miei colleghi più esperti avevano vinto le Olimpiadi dei mestieri. Ho quindi sentito una certa pressione quando sono stato scelto per partecipare. L’istituto conservava le creazioni di questi colleghi e il loro esempio mi ha incoraggiato negli studi. Ho quindi potuto partecipare con fiducia a questa competizione e sono stato davvero molto felice di aver vinto.*

* Yoshifusa Nakazawa ha vinto la prova di riparazione di orologi alle Olimpiadi dei mestieri del 1981, che hanno avuto luogo ad Atlanta, negli Stati Uniti.

Quando è entrato a far parte del Micro Artist Studio?

Ho preso questa decisione nella primavera del 2005 e ho iniziato a tempo pieno nel novembre dello stesso anno. In quel periodo ho iniziato a lavorare alla creazione del modello da esposizione Sonnerie ed è stata un’esperienza davvero gratificante: mi ha ricordato quanto amo creare oggetti.

Ci dica qualcosa di più sul suo motto: “Eseguire sempre minuziosamente i processi di base dell’assemblaggio”.

La fabbricazione di un orologio richiede molti elementi di base. Prendiamo l’esempio delle viti. Per gli orologi di qualità, usiamo viti ad alta precisione. Alcuni pezzi possono essere facilmente danneggiati, ad esempio quelli dotati di una superficie riflettente o di una pellicola di ossido. Le viti, che servono per congiungere le componenti dell’orologio, vengono dunque strette e allentate tantissime volte e le scanalature finiscono per piegarsi o distorcersi. Questo non solo altera la bellezza dell’orologio, ma anche la sua precisione.

Per evitarlo, è fondamentale adoperare gli strumenti più adatti. Sono necessari alcuni movimenti specifici per regolare il serraggio della vite e devono essere eseguiti utilizzando strumenti specializzati. Tuttavia, non è solo questione di disporre degli utensili migliori. Le pinzette sono un buon esempio. Per quanto mi riguarda, preferisco la versione corta. Ciascuno di noi deve trovare gli strumenti che gli sono più facili da usare, tenendo conto di fattori come la rigidità e l’idoneità dello strumento rispetto alla morfologia delle mani.

Con utensili affidabili, gli orologi possono essere assemblati in meno tempo e con minore sforzo. Prestando grande attenzione a ogni processo di base, anche il più semplice, come stringere una vite, si può creare un bel movimento. È difficile fare un lavoro delicato in modo semplice, ma ogni sforzo inutile in meno è un passo in più nella giusta direzione.

Naturalmente bisogna dedicare tempo ed energia a passaggi come le regolazioni, ma gli orologi sono più belli quando vengono assemblati in una sola volta. Per questo cerco di mantenere il processo il più semplice possibile.

Cosa c’è di così attraente nel movimento Spring Drive?

Il lavoro del Micro Artist Studio sull’Eichi è stato ispirato dal “Semplicity” di Philippe Dufour.
La parte anteriore del “Semplicity” contiene solo le lancette delle ore, dei minuti e dei secondi, e un quadrante numerato, ma il fondello rivela un movimento maestoso. Anche nella sua semplicità, questo orologio può essere descritto solo come straordinario. Lo ha assemblato a mano Philippe Dufour in persona.

Anche noi volevamo creare un orologio come il suo: un pezzo di orologeria che potesse essere considerato come un’opera d’arte. Per questo motivo, nel 2008 abbiamo annunciato la nascita dell’Eichi, un orologio in cui ogni pezzo richiede tempo e fatica. Penso che la grandezza dei nostri sforzi si esprima in dettagli come il quadrante in porcellana e in quella sensazione speciale suscitatadagli oggetti fatti a mano che l’Eichi offre quando lo si guarda dal fondello.

Nel 2014 è stato annunciato l’arrivo dell’Eichi II, degno erede dell’Eichi, ancora più bello e perfezionato.

L’Eichi II è stato il frutto di un lavoro di squadra e rappresenta l’apice della nostra riflessione su come progettare un orologio ancora più sofisticato.

Pur essendo un orologio di altissimo pregio, è di una semplicità pura e discreta. Non lo si acquista perché è di moda, ma perché ne si conosce la qualità. L’obiettivo di altri orologi di lusso, tempestati di pietre preziose o decorati con quantità stravaganti di oro, è di essere notati. Solo un numero ristretto di persone è in grado di riconoscere la qualità di un orologio semplice. Un orologio che si indossa per la propria soddisfazione e secondo le proprie preferenze: ecco cos’è un orologio semplice.

Un altro aspetto di un orologio semplice è che il suo valore rimane costante. La sua qualità non cambia con il tempo. Mantiene il suo valore anche dopo 100 anni e può essere trasmetterlo ai nostri figli e ai nostri nipoti. Credo che una delle sue migliori qualità consista nella possibilità di tramandarlo di generazione in generazione.

Sembra che uno degli obiettivi del Micro Artist Studio sia quello di trasmettere i know-how alle nuove generazioni.

Lo Studio conta attualmente dieci membri, ognuno dei quali vanta un eccezionale curriculum vitae. Penso che formiamo un team di professionisti impressionante. Una delle nostre missioni è quella di trasmettere le nostre competenze tecniche.

Le qualità che dovrebbe avere un novizio che vuole ereditare queste competenze sono la motivazione e la creatività sufficiente per trovare le proprie soluzioni.Naturalmente deve essere entusiasta ed è importante che non si aspetti solo che gli venga insegnato qualcosa. Deve anche cercare di trovare da solo un modo giusto di fare le cose.

Naturalmente noi insegniamo le basi fondamentali, le norme e i metodi di lavoro che possiamo descrivere sulla carta, ma in molti aspetti dell’orologeria, un artigiano – e io non faccio eccezione – deve contare sul proprio sentire e sulla propria sensibilità personale.
Sono cose difficili da tradurre a parole. Per questo motivo è meglio che gli studenti facciano esperienza da soli. Devono coltivare questo tipo di intuizione.

La trasmissione del know-how alle nuove generazioni inizia con l’esperienza pratica della creazione orologiera presso il Micro Artist Studio.

Ci parli della collaborazione di Seiko con altri artigiani per la creazione di alcuni pezzi particolari, come la lacca Urushi, le campane buddiste e i quadranti in ceramica.

Questo è un altro dei motivi per cui lo Studio ha attirato l’attenzione. La scomparsa dei saperi tradizionali e dell’artigianato è un problema che colpisce tutto il Giappone. Noi non vogliamo trasmettere solo i know-how orologieri; è importante anche tramandare la conoscenza di altri mestieri, collaborando con i maestri di queste discipline.Abbiamo potuto esprimere l’incredibile qualità dei saperi tradizionali e dell’artigianatogiapponese attraverso molti orologi e speriamo di continuare su questa strada anche infuturo.

Abbiamo potuto esprimere l’incredibile qualità dei saperi tradizionali e dell’artigianato giapponese attraverso molti orologi e speriamo di continuare su questa strada anche in futuro.